Web e Internet

Starlink è crollata. Internet down in mezzo mondo e nessuno sapeva perché

Dario Fadda Luglio 25, 2025

Nella serata del 24 luglio 2025, la rete Starlink ha subito un blackout di scala globale che ha lasciato offline decine di migliaia di utenti in Nord America, Europa e altre regioni per circa due ore e mezza. L’azienda ha successivamente confermato che la causa del disservizio risiedeva in un guasto interno ai servizi software che gestiscono il cuore dell’infrastruttura di rete.

A confermare quanto accaduto è stato Michael Nichols, vicepresidente di Starlink. Ha spiegato che l’anomalia ha interessato componenti critici dei servizi di orchestrazione e routing del traffico, provocando un’interruzione capillare in più aree geografiche. Subito dopo aver ripristinato i servizi, l’azienda ha avviato un’analisi approfondita per individuarne l’origine, allo scopo di implementare contromisure e minimizzare il rischio di recidive.

Questo blackout è avvenuto in un momento cruciale: poco prima, Starlink aveva avviato il roll‑out del suo nuovo servizio di connessione diretta da smartphone a satellite, sviluppato in collaborazione con T‑Mobile negli Stati Uniti. La funzione aveva appena abbandonato la fase beta ed era stata resa disponibile agli abbonati a pagamento, consentendo trasferimento di testi, comunicazione di coordinate e accesso ai servizi di emergenza su diversi modelli di cellulare.

Il timing non è casuale: la crescita della rete è continua, con oltre sei milioni di client attivi e una costellazione di più di 7.800 satelliti in orbita, progettata per migliorare larghezza di banda e latenza complessiva. Eppure, proprio questa espansione e il lancio di servizi nuovi possono aumentare la complessità della rete e introdurre nuovi vettori di vulnerabilità tecnica.

Starlink ha ammesso apertamente l’errore e si è scusata con gli utenti: l’incidente sarà seguito da un audit interno sul software di controllo e da una revisione delle architetture di resilienza. L’obiettivo dichiarato è rafforzare le catene di failover, testare a fondo i microservizi post-deployment e garantire che eventuali criticità vengano isolate più rapidamente in futuro.

L’episodio solleva interrogativi importanti sugli aspetti operativi di una rete satellitare di tale entità: come vengono orchestrati i cluster di servizi back‑end, quali livelli di ridondanza automatica sono previsti, e fino a che punto la crescita rapida compromette la robustezza del sistema. In ambienti distribuiti come quello di Starlink, la coordinazione globale dei servizi di routing e sincronizzazione richiede codice estremamente affidabile e meccanismi di rollback tempestivi.

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